Esofagite da reflusso gastroesofageoL’esofagite da reflusso gastroesofageo è un disturbo di tipo infiammatorio causato dall’acido gastrico che dallo stomaco rifluisce nell’esofago, causandone l’irritazione e l’infiammazione della mucosa.
Normalmente, il muscolo ad anello situato nella parte inferiore dell’esofago (sfintere esofageo inferiore, (SEI) impedisce al contenuto dello stomaco di refluire verso l’esofago. Questa struttura anatomica si rilassa durante la deglutizione per consentire al cibo di accedere allo stomaco e poi si richiude per impedire il flusso nella direzione opposta. Nel caso di malattia da reflusso gastroesofageo, una diminuzione del tono del SEI ne altera il corretto funzionamento, permettendo ai succhi gastrici di penetrare nell’esofago e di danneggiarlo.


A volte possono avvenire dei lievi reflussi fisiologici degli acidi verso l’esofago, ma solo nel caso di una maggiore frequenza e intensità si può sviluppare un’esofagite.

Esofagite da reflusso gastroesofageo: sintomi

  • una sensazione di bruciore dietro lo sterno, al centro del petto, che talvolta può irradiarsi anche alla gola, alle braccia, alle scapole;
  • senso di acidità allo stomaco e rigurgiti di contenuto esofageo;
  • faringite (con o senza mal di gola);
  • senso di nausea;
  • alitosi;
  • diminuzione dell’appetito;
  • sintomi tipici del raffreddore (ad esempio, secrezione eccessiva di muco).

L’esofagite (infiammazione dell’esofago) può avere come conseguenza un’emorragia che è generalmente lieve ma che alcune volte, a causa di una prolungata esposizione della mucosa esofagea al materiale refluito, può rivelarsi molto grave.
In caso di emorragia, il sangue, se non è vomitato si incanala lungo il tubo digerente producendo l’emissione di feci nere (picee), o con sangue color vivo, se il sanguinamento è abbastanza intenso.


Il livello di gravità dell’esofagite può essere individuato sulla base di diverse classificazioni, la più importante tra le quali è la Classificazione di Los Angeles, sviluppata nel 1994 e successivamente perfezionata. Il sistema prevede 4 livelli di gravità, in base all’ampiezza delle lesioni esofagee.

  • Grado A. Presenza di una o più lesioni (perdite di mucosa) minori di 5 mm.
  • Grado B. Una o più lesioni di lunghezza superiore ai 5 mm., situate nelle pliche mucose, ma senza continuità tra le estremità di 2 pieghe mucose.
  • Grado C. Almeno una lesione mucosa con continuità tra le estremità di 2 o più pliche ma che coinvolgono meno del 75% della circonferenza esofagea.
  • Grado D. Lesioni che interessano almeno il 75% della circonferenza esofagea.

Un’altra classifica endoscopica dell’esofagite da reflusso si basa sul seguente schema:

  • Esofagite lieve: la mucosa presenta alterazioni di lieve entità.
  • Esofagite erosiva: le alterazioni sono ben visibili all’esame endoscopico. Si può riscontrare anche sanguinamento.
  • Esofagite stenotica: parziale occlusione del lume esofageo (cavità virtuale interna all’esofago che diventa reale al passaggio del bolo alimentare).
  • Esofago di Barrett: forma di metaplasia (modificazione reversibile) caratterizzata da sostituzione del naturale tessuto squamoso con un epitelio cilindrico.

Un’altra classifica è quella di Savary-Miller:

  • Esofagite di I grado: le erosioni, singole o multiple, interessano una sola plica (sollevamento della mucosa che si apre o si chiude in base al passaggio del bolo alimentare).
  • Esofagite di II grado: erosioni multiple che interessano più di una plica longitudinale.
  • Esofagite di III grado: il processo infiammatorio interessa l’intera circonferenza del tubo esofageo.
  • Esofagite di IV grado: sono presenti ulcere, stenosi (restringimento dell’esofago).
  • Esofagite di V grado: insorgenza dell’esofago di Barrett.

Esofagite da reflusso gastroesofageo: rimedi naturali

  • seguire un regime alimentare ad hoc eliminando i cibi che stimolano la secrezione di succhi gastrici: agrumi, spezie, alimenti a base di pomodoro, cipolla, aglio, cioccolato, fragole, bevande a base di caffeina, succhi di frutta acida, menta, cibi piccanti, patate, grassi, fritti, alcool;
  • suddividere il fabbisogno calorico giornaliero in piccoli pasti nel corso della giornata; masticare il cibo lentamente;
  • evitare lo stress: ad esempio, praticare la meditazione, lo yoga, il tai chi, utilizzando tecniche di rilassamento, riducendo le attività stressanti, ecc. Acquista su Amazon: Metodo Mindfulness, un programma di 56 giorni capace di far nascere in voi una sincera gioia di vivere per affrontare con rinnovato coraggio anche le situazioni più complicate.
  • attività fisica (evitando sforzi eccessivi dopo i pasti);
  • smettere di fumare. Acquista su Amazon il libro più venduto al mondo e più efficace per smettere di fumare: E’ facile smettere di fumare se sai come farlo.
  • bere molto (per diluire il materiale acido, rendendolo meno efficace);
  • contenere il peso corporeo;
  • non distendersi o dormire prima che siano passate almeno 2 o 3 ore dal pasto.

Esofagite da reflusso gastroesofageo: trattamento

Nel caso in cui i rimedi naturali non fossero sufficienti si può ricorrere a una terapia farmacologica o alla terapia chirurgica (nei casi più gravi).

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