Le coliche renali rappresentano il tipico disturbo doloroso derivante da un problema di ostruzione lungo le vie urinarie. Il dolore avvertito si presenta molto intenso e solitamente parte da un fianco per poi propagarsi verso l’alto e il basso addome. L’andamento “colico”, caratterizzato da fasi più o meno acute di dolore violento, è spesso accompagnato da ulteriori sintomi quali vomito e nausea.
Coliche renali: cause
La causa scatenante del dolore è data dalla difficoltà di deflusso dell’urina che porta a un brusco aumento di pressione all’interno del rene. Non è determinante, invece, il punto fisico (tra rene e vescica) in cui si crea l’ostacolo. Nella maggior parte dei casi (almeno il 90%) le coliche renali sono dovute principalmente alla presenza di calcoli; solo in minima parte sono causate da restringimenti dell’uretere, dall’eliminazione di coaguli derivanti dal sanguinamento dei reni e da compressioni generate da lesioni interne all’addome.
Coliche renali: diagnosi e trattamento
Il primo episodio di colica renale rappresenta quasi sempre un evento traumatico proprio per l’intensità del dolore avvertito. La cura fai da te non è una soluzione corretta in quanto gli antidolorifici presenti sul mercato non sono sufficienti a placare questo tipo di fastidi. Il medico, attraverso accertamenti di base (radiografia, ecografia renale, esame delle urine), sarà in grado di effettuare una diagnosi e valutare il trattamento più idoneo. In prima battuta, è necessario prescrivere dei farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS, ad es. Ketorolac, Diclofenac ecc…), atti a diminuire la pressione del sangue all’interno del rene; in aiuto ai FANS vengono, inoltre, somministrati dei farmaci che agiscono indirettamente sui recettori del sistema nervoso centrale; in questo caso, si parla di antispastici (es. Buscopan) che intervengono per placare lo spasmo.
Espulsione del calcolo
I piccoli calcoli ubicati nella parta più bassa dell’uretere possono essere espulsi grazie all’aiuto di un mix di farmaci specifici (la combinazione tra un cortisonico come il Deflazacort e un alfa-litico come la tamsulosina ha prodotto dei risultati soddisfacenti su molti pazienti) che facilitino il passaggio del calcolo lungo l’uretere. Questo tipo di trattamento viene somministrato per un periodo che non deve superare i 10 giorni; se l’espulsione non avviene si consiglia di ripetere gli esami specifici per verificare eventuali avanzamenti del calcolo renale. In caso di progressione sostanziale, lo specialista potrebbe decidere di ripetere la terapia solo se nel frattempo il paziente non sia stato vittima di importanti episodi di coliche renali accompagnati a febbre.
Trattamento endoscopico
Quando la terapia medica non riesce a produrre dei risultati soddisfacenti, si può usufruire di interventi endoscopici poco invasivi. Attraverso l’ureteroscopia, ad esempio, è possibile eliminare tutti quei piccoli calcoli situati nell’uretere; questa particolare procedura permette di raggiungere il calcolo lungo le vie urinarie, frammentarlo mediante laser o altri tipi di energia ed eliminarlo con degli appositi strumenti semirigidi.
Per approfondimenti sul trattamento delle coliche renali si può leggere l’articolo cura dei calcoli renali.
Coliche renali: come affrontarle
Nei casi non particolarmente gravi di coliche renali, dovuti ad esempio a renella (insieme di piccoli aggregati cristallini), la tendenza è sempre quella di improntare una terapia prettamente farmacologica; il paziente, però, è consapevole che il tempo di un’eventuale espulsione potrebbe essere lungo e che dovrà convivere con dolori di questa intensità per un determinato periodo di tempo. Il medico deve valutare se aspettare o intervenire direttamente, in quanto la vita del soggetto affetto da coliche renali può essere pesantemente limitata in qualsiasi attività quotidiana. Proprio per questo motivo, nei centri urologici specializzati esistono dei protocolli diagnostici che trasferiscono il paziente dal Pronto Soccorso alla sala operatoria, risolvendo il problema in maniera celere e definitiva.
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- Gokshura: è utilizzata tradizionalmente per problemi renali; viene usata per la sua azione rigenerante e il supporto della funzione renale, il volume delle urine, aiuta a eliminare i calcoli e ha un effetto calmante sull’uretra.
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