Trapianto midollo osseo percentuale di successoTrapianto midollo osseo percentuale di successo: la prognosi dopo un trapianto di cellule staminali ematopoietiche è molto variabile e dipende dal tipo di malattia, dallo stadio, dalla fonte di cellule staminali, dalla compatibilità HLA e dal regime di conservazione. Un trapianto offre una possibilità di guarigione o di remissione a lungo termine se le complicazioni inerenti al graft versus host disease (malattia del trapianto contro l’ospite: le cellule del donatore aggrediscono quelle del ricevente), ai trattamenti immuno-soppressivi e le infezioni opportunistiche riescono ad essere superate.


Negli ultimi anni, i tassi di sopravvivenza sono gradualmente aumentati in quasi tutti i pazienti che ricevono un trapianto.

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Trapianto midollo osseo percentuale di successo

Globalmente dopo una valutazione di tutti i dati conosciuti a livello mondiale si può affermare (cfr. Prof.ssa Caterina Borgna) che mediamente i rischi per un trapianto di midollo (praticato per problemi di talassemia, una malattia ereditaria che comporta anemia) sono elevati e si possono così riassumere:

  • 67% di successo (guarigione)
  • 13% di insuccesso (si può vivere con problemi legati al trapianto e si ritorna talassemici)
  • 20% di decessi

La fase preparatoria al trapianto, ossia il condizionamento, è particolarmente stressante e pericolosa e comporta l’impiego di farmaci potenti, tossici, per la distruzione del midollo osseo del ricevente.
Le possibili malattie secondarie da trapianto (GVH) rendono critica la fase del post-trapianto e in alcuni casi impongono una difficile convivenza.

La scelta del trapianto deve essere attentamente valutata tra il medico, paziente e familiari lasciando a questi ultimi la decisione finale. Il trapianto di midollo osseo oggi è ormai una realtà.
Vi sono molte probabilità di guarigione, tuttavia alcuni seri rischi non vanno sottovalutati. Non tutti, però, possono farvi ricorso a causa della mancanza, nel 70% dei casi, del donatore identico e perché talvolta le condizioni di salute, a causa di più fattori di rischio presenti, non lo consentono.

Notevole importanza rappresenta l’adozione di nuove tecniche basate sull’utilizzo delle cellule contenute nel cordone ombelicale dei neonati, aprendo nuove strade a questo metodo di guarigione al quale speriamo di poterci presto affidare con piena fiducia.

Trapianto midollo osseo percentuale di successo: motivi dei miglioramenti

I motivi che spiegano i miglioramenti degli ultimi anni della sopravvivenza a lungo termine sono diversi:

  • un più attento dosaggio della potente chemioterapia effettuata insieme al trapianto (evitando sia gli eccessi che le dosi insufficienti);
  • l’uso di farmaci che prevengono i problemi al fegato o le infezioni, che peraltro – grazie a nuovi strumenti – vengono diagnosticate prima; più in generale, l’impiego di medicinali “di sostegno” al trapianto più efficaci e meno tossici;
  • migliore controllo delle infezioni per merito di nuovi antibiotici;
  • il cambio dei “regimi di condizionamento”, ovvero quella fase di chemio-radioterapia che viene fatta prima del trapianto per uccidere le cellule tumorali residue e far attecchire le nuove staminali ematopoietiche;
  • la migliore tipizzazione genetica nei trapianti da donatore volontario e il numero delle cellule staminali infuse nei trapianti da cellule staminali di cordone ombelicale;
  • l’identificazione dei fattori prognostici biologici, grazie alla quale oggi vengono inviati alla procedura di trapianto solo i pazienti che possono trarne maggiore giovamento.

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