Autotrapianto cellule staminaliAutotrapianto cellule staminali: consiste nella reinfusione di cellule staminali ematopoietiche, precedentemente prelevate dal paziente stesso e congelate, nel soggetto.
(Il termine ematopoiesi (dal greco αίμα = sangue e ποιὲω = creare) si riferisce alla formazione e alla maturazione degli elementi corpuscolati del sangue a partire dai loro precursori).

E’ una procedura utilizzata in seguito ad alti dosaggi di chemioterapia/radioterapia: questa sovra-somministrazione ha, sì, l’effetto di eradicare o controllare bene la malattia che si sta curando, ma contemporaneamente produce tossicità, soprattutto sul midollo osseo. La reinfusione delle cellule staminali, precedentemente raccolte, permetterà una rigenerazione del midollo osseo indebolito dalla chemioterapia.


Si possono così somministrare dosaggi elevati di chemioterapia con la massima efficacia sul controllo della malattia evitando però la possibilità di distruzione completa ed irreversibile del midollo osseo ematopoietico.

Autotrapianto cellule staminali: cinque fasi

Il processo di trapianto del midollo osseo si svolge in cinque fasi.

  1. Esami approfonditi delle condizioni generali del paziente.
  2. Prelievo delle cellule staminali (“raccolta”). Le cellule staminali emopoietiche vengono prelevate e separate da altri elementi del sangue mediante una macchina chiamata “separatore cellulare”. Poi vengono congelate in vapore di azoto a -136 °C.
  3. Preparazione al trapianto (“regime di condizionamento”).
  4. Trapianto delle cellule staminali.
  5. Periodo di convalescenza, durante il quale il paziente sarà monitorato per rilevare effetti collaterali e complicazioni.

Autotrapianto cellule staminali: prelevamento

Le cellule staminali emopoietiche vengono prelevate e separate da altri elementi del sangue mediante una macchina chiamata “separatore cellulare”. Poi vengono congelate in vapore di azoto a -136 °C.
La raccolta delle cellule staminali o “staminoaferesi” è una manovra indolore che dura in genere 4 ore. Quando a volte non si riesce ad ottenere un numero sufficiente di cellule staminali attraverso la staminoaferesi, si opta per un prelievo di midollo osseo, manovra eseguita in sala operatoria per mezzo di aspirazioni multiple dalle creste iliache, in anestesia generale. Questa procedura comporta un disagio minimo e un basso rischio.

Autotrapianto cellule staminali: intervento

Il ricovero per un trapianto di midollo osseo dura mediamente dalle quattro alle cinque settimane.

Si sottopone il paziente a diversi giorni di chemioterapia e/o radioterapia con l’intento di distruggere il midollo osseo (in particolare le cellule malate) e creare spazio nelle cavità ossee per il nuovo midollo. Questo trattamento viene definito “regime di condizionamento”. Prima di questo, in una grande vena sopra il cuore, viene inserito un tubicino flessibile (“catetere venoso centrale”, CVC), che verrà utilizzato per la reinfusione delle cellule staminali, per la somministrazione di farmaci e per l’eventuale supporto trasfusionale.


Dopo uno o due giorni, le cellule staminali raccolte precedentemente vengono scongelate e reintrodotte attraverso il CVC. E’ una procedura non chirurgica, che può essere eseguita nella stessa camera del paziente.

Le 2-4 settimane seguenti sono le più rischiose. La chemioterapia ha indebolito il sistema e il paziente è soggetto a infezioni e sanguinamenti, che si contrastano attraverso l’uso di antibiotici, trasfusioni di piastrine per prevenire emorragie e di globuli rossi per combattere l’anemia. Altre azioni saranno intraprese per ridurre la possibilità che virus o batteri possano contaminare il paziente.
A mano a mano che i normali valori dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine vengono raggiunti, si diminuiranno gradualmente l’assunzione di antibiotici e le trasfusioni. Se non sopraggiungono complicanze, il paziente può essere dimesso.

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