Frattura collo chirurgico omero: la frattura dell’omero, che rappresenta il 5% delle fratture, interessa soprattutto soggetti dopo i 50 anni, in particolar modo di sesso femminile e si verifica generalmente a livello del collo chirurgico dell’omero. In questa tipologia di pazienti il meccanismo traumatico è spesso una banale caduta (soprattutto in soggetti con osteoporosi), spesso con gomito esteso e mano atteggiata in difesa, mentre nei soggetti più giovani le cause più comuni sono i traumi violenti, le cadute dall’alto, gli incidenti stradali e i traumi sportivi.
Frattura collo chirurgico omero: sintomi
I sintomi si manifestano con dolore intenso sopra l’area della lesione e una subitanea impotenza funzionale, con movimento limitato e ridotta forza dei muscoli della spalla.
Anche un minimo movimento fa peggiorare il dolore.
Frattura collo chirurgico omero: diagnosi
L’esame radiologico standard è rappresentato da una radiografia seguita a volte dalla TAC (utile soprattutto nei casi in cui il trattamento chirurgico sia l’impianto di una protesi).
Frattura collo chirurgico omero: trattamento
La tipologia di trattamento chirurgico è variabile in base alla sede della frattura (piccola tuberosità dell’omero, grande tuberosità dell’omero, testa omerale e collo anatomico) e al numero di frammenti ossei (2, 3, 4 parti).
Frattura composta
Nel caso di frattura composta dell’omero con modesta dislocazione, si ricorre a un trattamento di tipo conservativo con immobilizzazione della spalla mediante tutore per almeno 4 settimane associato a un ciclo di riabilitazione, che può cominciare già dopo 1 settimana con esercizi pendolari e caute mobilizzazioni per diventare più intenso dopo 3 settimane.
A partire dalla terza settimana dall’intervento possono essere messi in atto esercizi di cauta mobilizzazione assistita, privilegiando i movimenti in elevazione sul piano scapolare e facendo molta attenzione invece nelle rotazioni.
Dopo il controllo radiografico a 30 giorni, se l’ossificazione procede bene, il programma riabilitativo prevede il rinforzo di cuffia dei rotatori, stabilizzatori della scapola e propriocezione.
Andranno eseguiti quindi esercizi pendolari, esercizi di riattivazione degli stabilizzatori della scapola, massaggio del cingolo scapolare, soprattutto del trapezio superiore e dell’elevatore della scapola spesso contratti.
È molto utile il trattamento rieducativo in acqua che consente un maggiore rilassamento muscolare.
Dalla sesta settimana post-operatoria si può agire maggiormente sulla mobilizzazione, rispettando comunque il dolore e il completamento della cicatrizzazione dei tessuti; l’inserimento nel protocollo di esercizi attivi per la cuffia dei rotatori andrà concordato con il chirurgo onde evitare scomposizioni della frattura sempre possibili nei primi mesi dall’intervento.
Le fasi di recupero della coordinazione e della gestualità sportiva possono essere eseguite alternando sedute in palestra con sedute in campo, dove la coordinazione tra i movimenti del tronco e dell’arto superiore, e quindi della catena cinetica complessiva, vengono analizzati e rieducati al meglio.
Il periodo di trattamento richiede non meno di 3-4 mesi di terapie per il recupero dell’articolarità e della funzionalità.
La prognosi è di circa 3 mesi di terapie per il pieno recupero dell’articolarità e di 4 mesi per il ritorno allo sport in pazienti sportivi.
Frattura scomposta
In caso di lesioni più gravi, quando la frattura è costituita da più frammenti ed è scomposta (fuori posizione), o anche nelle fratture più semplici nei giovani che hanno bisogno di tornare a una vita attiva prima, può essere necessario un intervento chirurgico per fissare la frattura, riallinearla o in casi complessi sostituire l’osso danneggiato con una protesi articolare. Decidere qual è il miglior trattamento chirurgico dipende da molti fattori, tra cui:
- L’età del paziente.
- Se l’arto è dominante oppure no.
- Il livello di attività del paziente.
- La quantità dei frammenti di frattura.
- Il grado di spostamento dei frammenti della frattura.
- L’esperienza del chirurgo.
La chirurgia prevede il riallineando dei frammenti ossei manualmente e mantenerli fissati in posizione mediante vari sistemi metallici, o viene eseguita una procedura di sostituzione della spalla mediante una protesi articolare.
Osteosintesi: I frammenti di osso possono essere fissati, con placche e viti (intervento considerato il golden standard), chiodi endomidollari, viti semplici e fili metallici di Kirschner, protesi articolari.
Il vantaggio della chirurgia, quando la frattura viene fissata in modo stabile ad esempio con placche e viti, o con chiodi endomidollari, è quello di consentire al paziente di iniziare a muovere subito l’articolazione. Questo consente di tornare prima ad una vita attiva e di ridurre il rischio della rigidità e quindi è più probabile che a fine trattamento il paziente recuperi più movimento della spalla rispetto al trattamento non chirurgico.
Gli svantaggi però, anche se si verificano con una frequenza assai limitata, sono quelli comuni della chirurgia (complicanze anestesiologiche) e quelli specifici della chirurgia ortopedica come infezioni, emorragie, lesioni vascolari e nervose. Queste complicanze sono più frequenti nelle persone anziane, motivo per cui, generalmente, in questi pazienti si opta quando possibile per un trattamento non chirurgico.
(Fonte: isokinetic.it; fonte “frattura scomposta”: ortopediaborgotaro.it)
Frattura collo chirurgico omero: rimedi omeopatici
Questi rimedi vanno considerati come coadiuvanti di una terapia con farmaci allopatici. Evitate l’autoterapia e consultate il vostro medico omeopata, che saprà indicarvi il percorso giusto.
Arnica 200CH
Questo rimedio omeopatico è somministrato come rimedio di primo intervento. Assumere una monodose al giorno di Arnica alla 200 CH. Acquista su Amazon
Ledum palustre 7CH
Se in caso di frattura bisogna riassorbire eventuali stravasi ematici, Ledum palustre è il rimedio omeopatico più indicato. Il consiglio è di assumere 3-4 granuli 2 volte al giorno. Acquista su Amazon
Calcarea fluorica 5CH
Per favorire il consolidamento della frattura è indicato utilizzare Calcarea fluorica. Prendere 4 granuli 2 volte al giorno.
Hypericum 7CH
E’ somministrato quando sono interessati anche i nervi, con dolori che dalla sede della frattura seguono il loro decorso. Il consiglio è di assumere 3 granuli 3 o più volte al giorno. Abbinare sempre Hypericun a uno degli altri rimedi naturali sopra descritti.
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