Camminare dopo frattura tibia e peroneCamminare dopo frattura tibia e perone: le fratture della tibia e del perone sono le fratture più frequenti, possono essere associate oppure isolate.
In base alla sede di frattura si possono distinguere 3 diversi distretti: terzo prossimale (fratture articolari), terzo medio (metadiafisarie), terzo distale (fratture articolari); tale distinzione è importante sia dal punto di vista riabilitativo che dal punto di vista prognostico.

I pazienti possono essere trattati chirurgicamente (osteosintesi, applicazione di placche e viti) o semplicemente immobilizzati con apparecchio gessato; di tutto ciò si deve tenere conto nello stilare il programma rieducativo.

Camminare dopo frattura tibia e perone

I tempi di recupero per un infortunio di questo tipo si aggirano intorno ai 40 giorni, ma dipende dal tipo di lesione. Una lesione composta di perone può essere recuperata in tempi estremamente brevi , ma per tornare a praticare un’attività sportiva, in particolar modo uno sport da contatto, è necessario attendere la calcificazione dell’osso che non avviene prima di 30 giorni e una completa riabilitazione.


Nei casi più gravi si può parlare di mesi, soprattutto se vengono apportate delle piccole protesi. In ogni caso, contrariamente a quanto accadeva fino a qualche anno fa per cui si applicavano ingessature voluminose e per lunghi periodi, oggi vengono utilizzate ingessature e supporti che vanno ad immobilizzare l’arto per il periodo strettamente necessario alla formazione del callo osseo. È infatti importante permettere all’infortunato di mobilitare il prima possibile l’arto, attendendo però i tempi fisiologici riparativi. Una volta completato il processo riparativo, i medici rimuoveranno il supporto permettendo così di iniziare a mettere in movimento la gamba.

La frattura della tibia è tra quelle che consolidano più lentamente; in caso di frattura semplice un maschio giovane impiega circa 5-6 mesi per guarire completamente. Con la magnetoterapia i tempi si possono addirittura dimezzare. In caso di frattura comminuta o esposta i tempi di recupero aumentano fino ad alcuni anni. Se ci sono delle complicazioni, come una lesione dei tessuti molli e una scorretta riduzione della frattura, alcuni segni e sintomi possono diventare permanenti.

Camminare dopo frattura tibia e perone: riabilitazione

Il percorso riabilitativo prevede una prima fase di controllo del dolore e recupero dell’articolarità attiva e passiva dell’anca, del ginocchio e della caviglia, accompagnato da un blando rinforzo muscolare.
Raggiunto l’obiettivo si può iniziare l’attività aerobica e la fase del recupero della forza con esercizi per il gastrocnemio, tibiale anteriore e posteriore, soleo, flessori e estensori e intrinseci del piede, quadricipite, gluteo flessori e muscoli del core; contemporaneamente si possono iniziare esercitazioni di propriocettiva e equilibrio via via più complesse.

Fondamentale è concludere il percorso riabilitativo con l’ultima fase del campo con esercitazioni ad andature specifiche dello sport praticato e una ripresa graduale e sicura del movimento e del gesto sportivo.

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