Frattura malleolo dopo quanto si cammina: le fratture malleolari sono lesioni che si verificano di frequente sia nei giovani che negli anziani. Nelle persone giovani conseguono a traumi violenti, spesso durante l’attività sportiva o incidenti stradali, gli anziani invece possono riportare questo tipo di frattura anche in seguito a banali cadute in ambiente domestico, data la maggiore fragilità dell’osso.
La frattura può interessare il malleolo esterno (epifisi distale del peroneo), o quello interno o tibiale. Naturalmente possibile è anche la frattura di entrambi, ma molto meno frequente e con un tempo di recupero più lungo e una terapia più complessa.
Frattura malleolo dopo quanto si cammina
Per decidere il tipo di terapia, la distinzione più importante da fare è quella fra fratture composte e scomposte.
Per le fratture scomposte, con dislocazione dei frammenti ossei, è indispensabile l’intervento chirurgico con l’applicazione di viti e placche come mezzi di fissazione. Successivamente all’intervento viene applicato al paziente un gambaletto in resina e questi non potrà caricare il piede prima che sia trascorso un periodo di 10 giorni.
Le fratture composte invece possono essere trattate in maniera conservativa, con l’applicazione di un gesso che immobilizzi l’articolazione per almeno 30 giorni. Durante questo periodo sull’arto non deve essere dato del peso e devono essere eseguiti controlli periodici per accertarsi della normalità del decorso.
Tolto il gesso, si può iniziare a camminare sostenuti dalle stampelle, senza gravare l’arto del peso corporeo e dopo circa 10 giorni si può iniziare a poggiarlo gradualmente, ad esempio con un carico del 30% la prima settimana, del 50% la seconda, e così via.
Normalmente, dalla frattura possono essere necessari tra i 90 e i 120 giorni per camminare senza stampelle, ma la variabilità da paziente e paziente è notevole e dipende da numerosi fattori, non ultimo la paura del paziente nella ripresa funzionale.
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Frattura malleolo dopo quanto si cammina: riabilitazione
Sia che la frattura sia trattata in modo conservativo o chirurgico, la riabilitazione è una fase fondamentale per garantire la ripresa corretta di funzionalità dell’articolazione della caviglia. Le tempistiche sono stabilite, in base al caso specifico, di concerto tra l’ortopedico e il fisioterapista, ma solitamente, le sedute riabilitative di fisioterapia cominciano a distanza di due o tre settimane dall’intervento e dopo tre o quattro settimane di gesso o tutore.
La riabilitazione è mirata al recupero dell’articolarità della caviglia, della funzionalità e mobilità del piede, al rinforzo muscolare e alla riduzione della tumefazione. Con la riabilitazione vengono effettuati esercizi di mobilizzazione passiva e attiva con difficoltà e carico crescenti.
Frattura malleolo dopo quanto si cammina: rimedi omeopatici
Questi rimedi vanno considerati come coadiuvanti di una terapia con farmaci allopatici. Evitate l’autoterapia e consultate il vostro medico omeopata, che saprà indicarvi il percorso giusto.
Arnica 200CH
Questo rimedio omeopatico è somministrato come rimedio di primo intervento. Assumere una monodose al giorno di Arnica alla 200 CH. Acquista su Amazon
Ledum palustre 7CH
Se in caso di frattura bisogna riassorbire eventuali stravasi ematici, Ledum palustre è il rimedio omeopatico più indicato. Il consiglio è di assumere 3-4 granuli 2 volte al giorno. Acquista su Amazon
Calcarea fluorica 5CH
Per favorire il consolidamento della frattura è indicato utilizzare Calcarea fluorica. Prendere 4 granuli 2 volte al giorno.
Hypericum 7CH
E’ somministrato quando sono interessati anche i nervi, con dolori che dalla sede della frattura seguono il loro decorso. Il consiglio è di assumere 3 granuli 3 o più volte al giorno. Abbinare sempre Hypericun a uno degli altri rimedi naturali sopra descritti.
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