Angioma tuberoso superficiale: gli angiomi tuberosi superficiali formano una piccola rilevanza che interessa esclusivamente il derma, di forma emisferica o simile a una fragola. Possono essere sporgenti e di colore rosso vivo (le cosiddette voglie di fragola) o avere una sfumatura bluastra dovuta alla presenza di sangue venoso. Possono aumentare di volume durante il pianto. Solitamente si ingrossano nelle prime settimane di vita, riducendosi gradualmente nei 6 mesi successivi e, in certi casi, scomparendo definitivamente verso i 5-7 anni di età.
Angioma tuberoso superficiale: angioma cavernoso
La forma profonda, sottocutanea, è invece nota come angioma cavernoso e si manifesta come una massa ben delimitata, calda e poco depressibile, ricoperta da cute normale o lievemente bluastra.
L’angioma cavernoso regredisce più lentamente rispetto all’angioma superficiale e può lasciare esiti minimi. In ogni caso i genitori devono essere rassicurati sulla evoluzione favorevole.
Angioma tuberoso superficiale: terapia
Nella stragrande maggioranza dei casi siamo di fronte a lesioni caratterizzate da un andamento benigno e tendono a regredire in modo spontaneo (eccezion fatta per gli angiomi congeniti non involutivi) e non è necessario intraprendere alcun tipo di trattamento.
Per gli emangiomi superficiali e non complicati sono spesso utilizzate le terapie topiche:
- Una crema steroidea
- Un corticosteroide intralesionale (triamcinolone acetonide).
- Il timololo, un betabloccante non selettivo approvato per il trattamento del glaucoma è stato impiegato 2vv/die per 3-6 mesi nella fase proliferativa degli emangiomi superficiali non ulcerati, con un’efficacia anche del 90%. I betabloccanti topici sembrano essere assorbiti per via percutanea e servono ulteriori trials randomizzati per stabilirne precisamente l’efficacia e la sicurezza.
Quando le terapie farmacologiche risultano parzialmente efficaci o, addirittura, completamente inefficaci, viene preso in esame il ricorso ad altre tipologie di trattamento; fra queste si ricordano la laserterapia, la criochirurgia, l’embolizzazione, la chirurgia plastica e la radioterapia.
Il ricorso alla radioterapia viene di solito riservato a quei rari casi in cui le tecniche chirurgiche non sono in grado di risanare il tessuto (è il caso, per esempio, degli angiomi ossei e degli angiomi orbitali). La tecnica radioterapica prevede, di solito, l’applicazione per contatto di piccole placche cariche con isotopi radioattivi.
I trattamenti chirurgici sono solitamente risolutivi.
Guide mediche: letture consigliate
- Acquista su Amazon una guida medica per la famiglia
- Acquista su Amazon un testo utile per la tua gravidanza
- Acquista su Amazon un testo utile per la crescita dei tuoi figli
ARTICOLI CORRELATI
> Angioma
> Angioma sul viso: terapia laser
> Angioma palpebrale nell’adulto
> Patologie: indice generale