carieLa carie dentaria è una malattia degenerativa dei denti capace di distruggere lo smalto dentario, la sostanza più dura presente nel corpo umano. Attacca gradualmente tutte le parti del dente, procedendo dalla superficie verso la profondità, e può provocare seri danni alla salute.

A causarla sono i comuni microrganismi presenti nel cavo orale, principalmente quelli della placca batterica, una sottile pellicola incolore ad alta aderenza che si forma regolarmente sui denti. Questi microrganismi, se non tenuti sotto controllo attraverso pratiche correte di igiene orale, o nel caso di abbassamento delle difese immunitarie, riescono ad erodere progressivamente il dente, creando lesioni cavitate.


Il motivo per cui spazzoliamo i denti e usiamo il filo interdentale ogni giorno è proprio quello di rimuovere la placca, perché i batteri reagiscono con gli zuccheri contenuti negli alimenti che mangiamo per produrre acidi che attaccano e indeboliscono lo smalto, il rivestimento protettivo dei nostri denti. L’erosione dello smalto riduce le difese dei denti e permette più facilmente la formazione della carie.

Esistono tre zone diverse in cui un dente può essere attaccato dalla carie:

  1. Sulle superfici di masticazione dei denti: quando la placca resta intrappolata nelle scanalature o nelle fessure dei denti. E’ tipico nei bambini, che quando lavano i denti non fanno particolare attenzione a queste aree.
  2. Tra i denti: si può rimuovere la placca da queste zone soltanto utilizzando il filo interdentale di frequente.
  3. Sulle radici esposte dei denti: succede quando avete sofferto di un arretramento gengivale o della perdita dell’osso. Quando si invecchia queste zone sono più esposte. Se la placca si forma in queste aree, la carie si sviluppa rapidamente, perché le radici non dispongono dello strato protettivo dello smalto.

Carie: cause

I fattori che causano la carie sono essenzialmente 4: batteri, zuccheri, fattori predisponenti, tempo.

I batteri che vivono nella bocca non possono essere eliminati, in quanto artefici di molti effetti positivi per la nostra salute (ad esempio, combattono il batterio della difterite). Però esistono situazioni o condizioni che possono alterare questo delicato equilibrio e dare il via al processo che porta all’insorgenza della carie.


I batteri, nutrendosi dei residui alimentari (principalmente zuccheri) producono metaboliti a pH acido che determinano dei varchi nello smalto. Superato lo smalto, i batteri incontrano la dentina, tessuto con maggiore contenuto organico, e successivamente il processo carioso si avvicina sempre più al tessuto pulpare.

Nel caso esistano difetti dello smalto dovuti a deficit nel processo di odontogenesi o, più frequentemente, quando in seguito all’abbassamento della gengiva per cause naturali (età) o patologiche (parodontopatia) si viene a esporre la dentina radicolare direttamente all’ambiente orale, i batteri possono attaccare subito lo strato più debole del dente, portando a processi cariosi più rapidi e più difficili da curare, con frequente recidiva.

I batteri con capacità di creare carie sono quelli che hanno prima formato una placca, aderendo alle superfici orali (mucose o dentarie). I batteri che non rispondono a questa caratteristica, vengono lavati via dalla saliva, ingoiati e sterilizzati dal pH dello stomaco.

Carie

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Carie: sintomi

Nello stadio iniziale, quando è limitata allo smalto e agli strati superficiali della dentina la carie si presenta senza dare sintomi particolari, e sarà diagnosticabile solo dal medico con ispezione diretta o tramite esame radiografico. Questo comportamento asintomatico può prolungarsi a lungo, a volte per tutta la durata della malattia.

Quando si avverte sensibilità al freddo o al caldo e il dolore si protrae a lungo anche dopo che lo stimolo sensoriale del cibo o della bevanda è cessato, si è probabilmente già in presenza di una carie profonda. E’ necessaria a questo punto al più presto una visita odontoiatrica. I controlli periodici dal dentista, effettuati anche in assenza di disturbi, sono l’unico modo per diagnosticare la carie, una patologia che, se trascurata, a poco a poco è in grado di distruggere tutta la struttura di un dente. Si potrà in tal modo intervenire tempestivamente con cure mirate e si allontanerà il rischio di visite urgenti quando la carie avrà intaccato la polpa e il dolore comparirà in modo brusco e insopportabile. Consigliabile eseguire almeno ogni 2 anni radiografie bitewing (specifiche per individuare carie) per valutare probabili carie tra un dente e l’altro.

Quando la carie coinvolge la polpa, nella stragrande maggioranza dei casi il dolore si fa avvertire forte. Il dolore, provocato dal cibo o dalla masticazione, o spontaneo, dura a lungo, specialmente la notte in posizione coricato sul letto per il maggiore afflusso di sangue alla testa. Si possono avvertire dolori diffusi ai denti vicini o addirittura a quelli dell’arcata dentaria opposta.

Quando i batteri della carie distruggono la polpa e provocano un’infezione emergono sintomi di gonfiore, arrossamento dei tessuti, dolore, febbre. Il dolore è diffuso e viene scatenato solo dal contatto lieve con la lingua, è quasi impossibile alimentarsi e l’intero organismo è profondamente provato ed impegnato a combattere la malattia, come in una polmonite o altra infezione grave di altri organi.

Tipi di carie

  • carie cronica: ha un lento decorso, circa 2 anni, e non presenta una forte sensibilità dentale;
  • carie acuta: evolve in circa 6 mesi;
  • carie secondaria (o recidivante): è una carie che non è stata curata in modo adeguato e si ripresenta dove c’è già l’otturazione;
  • carie interdentale: si sviluppa nello spazio tra i denti.

Carie: prevenzione

Tra tutti, la cura dell’igiene è l’elemento sul quale è possibile intervenire attivamente per prevenire ed evitare la comparsa di carie dentarie. Gli strumenti da usare quotidianamente, più volte al giorno, sono lo spazzolino, anche elettrico, un buon dentifricio ed il filo interdentale. Ciascuno di essi, con i suoi componenti o meccanicamente, contribuisce a mantenere nella bocca un ambiente sfavorevole ed ostile all’attecchimento dei batteri che causano l’infezione.

Importante è anche un regolare controllo dentistico e, semestralmente o al massimo ogni dodici mesi, una detartrasi eseguita dal professionista. La pulizia dei denti professionale elimina a fondo il deposito di placca e di tartaro che la cura quotidiana, con gli strumenti sopra citati, pur se indispensabile e svolta in modo accurato, non riesce ad evitare. Sono abilitati a eseguire la detartrasi, o ablazione del tartaro, gli odontoiatri e gli igienisti dentali.

Sempre inserita tra i metodi di prevenzione, praticata da diversi decenni in molti Paesi, si trova la tecnica della sigillatura dei solchi. I solchi sono le irregolarità della superficie masticatoria dei molari che, per la loro conformazione, sono particolarmente soggetti all’attacco degli acidi dei batteri. Con uno speciale materiale composito fluido si ricoprono i molari dei bambini, intorno ai sei anni di età, in modo da creare una pellicola protettiva. Il materiale non dovrà essere rimosso, ma si consumerà da solo. Nei casi particolarmente a rischio, la protezione si può ripetere. Non tutti i professionisti si dichiarano d’accordo con questa procedura, che rischia di sigillare una carie o di far diminuire la buona abitudine di lavare spesso i denti e fare controlli dal dentista.

Prevenire la carie assumendo fluoro

Per anni le gocce di fluoro sono state considerate un elemento prezioso per la prevenzione delle carie dei bambini. Ora gli esperti fanno un passo indietro. Secondo gli ultimi studi l’unico utile è quello che è contenuto nel dentifricio.

Fino ad oggi era prevalentemente consigliato con somministrazione per via sistemica sotto forma di gocce o compresse a partire dai sei mesi di età. Le nuove Linee guida dimostrano invece la maggiore efficacia del fluoro a contatto diretto delle superfici dentali attraverso l’uso di dentifrici fluorati o di gel ad alta concentrazione di fluoro, applicato con apposite mascherine.
Le concentrazioni di fluoro per uso topico devono essere variabili e rapportate all’età e alla suscettibilità alla carie del singolo individuo. Per bambini più piccoli, che di solito ingoiano il dentifricio, va utilizzato un prodotto a basso contenuto di fluoro.

Alimentazione e fumo (Dott. Fabio Cozzolino)

Tra i cibi particolarmente insidiosi per la salute dei denti ci sono quelli contenenti zuccheri semplici, come il saccarosio e il glucosio, che possono essere sostituiti dal fruttosio che ha un potere cariogeno inferiore. Sul banco degli imputati ci sono anche i carboidrati complessi, come quelli presenti nei salatini o nelle patatine in busta, e quegli alimenti appiccicosi, come caramelle ma anche marmellata e alcuni tipi di frutta secca, ad esempio l’uva passa.

Attenzione anche a frutti come agrumi, fragole e ananas in quanto sono piuttosto acidi.

Esistono altri tipi di alimenti che invece aiutano a difendere la salute del cavo orale:

  • Il vino rosso contiene sostanze, le proantocianidine, capaci di prevenire carie e malattie parodontali;
  • I funghi per gli effetti positivi dell’acido chinico;
  • Il latte e lo yogurt per il calcio;
  • La verdura cruda e frutta tipo mele che per la loro consistenza croccante aiutano l’autopulizia dei denti;
  • La propoli per i suoi effetti antibatterici (acquista su Amazon);
  • Il cioccolato fondente con cacao all’80% contiene antibatterici naturali;
  • I mirtilli rossi grazie alla presenza di procianidine;
  • Il wasabi che contiene alcune molecole, isotiocianati, che impediscono ai batteri di aderire ai denti;
  • L’acqua e il per la presenza di fluoro.

Abitudini sbagliate

Ci sono alcune abitudini che favoriscono la proliferazione dei batteri presenti nel cavo orale. Prima di tutto la scarsa igiene orale e poi il fumo.
Alcuni tipi di tabacco, infatti, contengono zuccheri che aumentano la probabilità di sviluppare la carie, ma il fumo può essere anche responsabile di malattie come la piorrea e la recessione gengivale, che lasciano scoperti i colletti dentali, condizioni che facilitano l’attacco da parte degli agenti patogeni alla polpa dentale e l’insorgere dei classici buchi nei denti. Sono queste le condizioni in cui non bisogna vergognarsi di avere un problema, ma trovare il coraggio di riporre fiducia nel lavoro del dentista, che in ogni caso non è lì per giudicarti, ma per fare il suo lavoro, cioè salvarti la bocca.

Carie: trattamento

Per curare un dente cariato, il vostro dentista rimuoverà la parte di dente danneggiata dalla carie fino a trovare tessuto sano. La cavità così ottenuta viene poi disinfettata e, il dente viene restaurato con materiale scelto in base alla posizione del dente, alla grandezza e alla posizione della cavità ottenuta, ad esigenze estetiche, masticatorie e di robustezza del restauro,
In base ai criteri sopraelencati, il dente può essere restaurato con un’otturazione, un intarsio, una corona, una faccetta, etc. Quando la carie è molto profonda, può essere necessario eseguire un trattamento più lungo e complesso (cura canalare) per salvare il dente, prima di procedere con un restauro.

Il dentista sigilla il dente con materiale apposito. L’oro è molto ben tollerato, ma costoso e ormai in disuso. L’amalgama di mercurio si adopera di norma per medicazioni nascoste, perché, nonostante abbia una buona tenuta nel tempo, ha il difetto di notarsi molto ed essere antiestetico.

Le resine composite, ad oggi, sono i materiali più utilizzati. Esse sono ben tollerate dall’organismo, avendo ottime proprietà ottiche e mimetiche non si notano sul bianco dei denti, tuttavia non sono adatte per grandi otturazioni per la loro facilità di scheggiatura e di distacco. Inoltre i compositi sono più difficili da manipolare in fase di ricostruzione rispetto all’amalgama in quanto, a differenza di quest’ultima sono molto sensibili all’umidità (sangue e saliva), tant’è che è di fondamentale importanza avere un campo completamente asciutto. Può essere necessaria durante la terapia la diga di gomma che è un foglio che isola il dente cariato dal resto del cavo orale.

Quando ci sono le complicanze di pulpiti o granulomi, l’otturazione non basta e bisogna ricorrere alla tecnica della devitalizzazione, che consiste nell’asportazione della polpa del dente cariato. L’estrazione viene praticata solo quando tutte le altre tecniche si rivelano inefficaci o impraticabili, come ultima soluzione.

Quando, infine, si ritiene che il dente sia irrecuperabile si procede all’estrazione dello stesso. Se si deve estrarre un ente, occorre considerare subito la possibilità di sostituirlo, in quanto i denti vicini possono cambiare posizione e modificare l’occlusione.

Un dente estratto può essere sostituito con un ponte (protesi parziale fissa in cui i denti posizionati prima e dopo il dente mancante vengono ricoperti o rivestiti da corone), o con una protesi parziale rimuovibile.
Oppure, si possono utilizzare impianti endossei che sostituiscono i denti mancanti.

Una corona è un restauro fisso su un dente: durante la prima visita, il dentista prepara il dente riducendone le dimensioni, prende l’impronta del dente preparato e posiziona una capsula provvisoria su di esso. La capsula definitiva viene quindi confezionata in un laboratorio odontotecnico, utilizzando l’impronta. Alla successiva seduta, la corona provvisoria viene tolta e viene cementata quella definitiva.

Carie: cure naturali

Esistono teorie alternative, secondo cui sarebbe possibile curare una carie autonomamente, a casa, agendo sulla dieta per rimineralizzare un dente.

Secondo gli studi dei medici Edward Mellanby, Weston Price e Ramiel Nagel ci sono 4 elementi principali che contribuiscono alla carie:

  1. Mancanza di minerali nella dieta (calcio, magnesio e fosforo)
  2. Mancanza di vitamine liposolubili (A, D, E e K) (in particolare D)
  3. Troppo consumo di alimenti ricchi di acido fitico
  4. Troppo consumo di zucchero raffinato

Come invertire la carie naturalmente

  • Rimuovere tutti i cibi e bevande contenenti zucchero(dolci, biscotti, merende, bibite, ecc) e non aggiungere zucchero per dolcificare. Usate la Stevia che è l’unico dolcificante naturale che non contribuisce alla carie, ma anzi pulisce i denti.
  • Rimuovere l’acido fitico: impedisce l’assimilazione dei minerali e inibisce gli enzimi. Si trova nei cereali, legumi e frutta a guscio. Le popolazioni native sebbene mangino questi prodotti non hanno problemi perché che ci sono delle preparazioni come la germogliazione e la fermentazione che rimuovo l’acido fitico. La maggior parte dei minerali contenuti in questi alimenti è legata all’acido fitico che ne impedisce l’assorbimento e addirittura si lega ai minerali presenti nel corpo.
  • Assumere cibi ricchi di vitamine liposolubiliVitamina A: olio di fegato di pesci ed il fegato di mammiferi; la pro-vitamina A si trova nella frutta e verdura. Vitamina D: olio di fegato di merluzzo, di tonno e di altri pesci, tuorlo d’uovo e latte. Vitamina E: germogli di cereali, olio di girasole, di arachide e di oliva, insalata verde fresca, pomodori, cacao. Vitamina K: ne sono ricche le piante verdi come gli spinaci, il cavolo, il cavolfiore, i piselli.
  • Assumere i seguenti integratori:
    • Olio di fegato di merluzzo: molto ricco in vitamine liposolubili (A, D, K) (acquista su Amazon);
    • Magnesio: necessario per usare al meglio calcio e fosforo (acquista su Amazon);
    • Vitamina D: se non prendente il sole quotidianamente (basta mezz’ora al giorno) allora va integrata;
    • Olio di cocco: potete inserirlo nei vostri piatti ma soprattutto prendetene ogni mattina appena alzati un cucchiaino in bocca e tenetelo per almeno 10 minuti facendolo passare bene con la lingua sui denti e gengive.

Curare la carie senza otturazione

Esistono tecniche alternative per curare la carie senza trapano. Sono tecniche che però ancora non hanno ricevuto un’approvazione ufficiale da parte degli organi più competenti e autorevoli.

Prep Start

Si basa su uno strumento che emette biossido di alluminio, un minerale che con le sue particelle micronizzate utilizza l’energia cinetica per abradere il tessuto dentario cariato. E’ necessaria una certa abilità per rimuovere unicamente il tessuto cariato, evitando quello sano.

EAER (Electrically Accelerated and Enhanced Remineralisation)

La tecnica (sviluppata da Nigel Pitts e i colleghi del London Dental Institute) consente di accelerare il movimento naturale di calcio e fosfato nel dente danneggiato, stimolandone così la riparazione.

Laser

Questa tecnica comporta alcuni svantaggi: l’elevata temperatura può surriscaldare la polpa del dente causandone la nevrosi; il forte rumore spesso spaventa, rendendo più lungo e difficoltoso il trattamento.

Carie: dentifrici per rigenerare lo smalto

Il processo di erosione dello smalto è irreversibile, dunque non esistono dentifrici in grado di curare carie già presenti, questi possono soltanto eventualmente contribuire a fortificare lo smalto dentale. Acquista su Amazon


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