Arteriosclerosi memoriaArteriosclerosi memoria: quando l’aterosclerosi colpisce le carotidi, anche la memoria può risentirne. Uno studio dell’American Academy of Neurology ha valutato attraverso test specifici le capacità di ragionamento e la memoria di 67 pazienti affetti da stenosi carotidea asintomatica, una condizione in cui il diametro interno dell’arteria che porta il sangue alla testa è ridotto dalla presenza di placche aterosclerotiche.

In particolare, negli individui coinvolti l’ampiezza della carotide era ridotta del 50%. Le capacità mnemoniche e di ragionamento di questi pazienti sono state confrontate con quella di altri 60 individui con fattori di rischio cardiovascolare – diabete, pressione alta, ipercolesterolemia e malattie coronariche – ma non affetti da stenosi carotidea. E’ stato così scoperto che convivere con questa condizione riduce significativamente le performance nei test mnemonici e di ragionamento.


“Fino ad oggi l’obiettivo della diagnosi e del trattamento dell’ostruzione delle carotidi è stato la prevenzione dell’ictus in quanto era l’unico pericolo che si pensava fosse indotto nel paziente da questa ostruzione – ha spiegato Lal (esperto della School of Medicine dell’Università del Maryland di Baltimora), – questi risultati sottolineano l’importanza di accertare lo stato della memoria e del ragionamento nelle persone con un restringimento della carotide”.

Arteriosclerosi memoria: statine e aterosclerosi

Alcuni studi avevano suggerito un possibile legame tra alte dosi di statine (utili nel ridurre l’aterosclerosi) e difficoltà di memoria in alcuni pazienti. Nel 2012, la Food and Drug Administration americana ha aggiunto un avviso di sicurezza agli stampati delle statine, notando che alcuni pazienti avevano sperimentato perdita di memoria e confusione. Ma il primo studio prospettico (trial Ebbinghaus) progettato per valutare la relazione tra un inibitore di PCSK9 e cambiamenti nella cognizione, inclusa la memoria, l’attenzione e il tempo di reazione, ha mostrato risultati rassicuranti, in quanto non è stato riscontrato alcun effetto apparente su uno di questi domini cognitivi, nonostante il raggiungimento di livelli ematici molto bassi di colesterolo LDL.

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