GirasoleLa pianta del girasole è originaria dell’America centro-meridionale ed è stata introdotta in Europa nei primi decenni del 1500. Fino al 1700 però non ha assunto un’importanza rilevante. Dal diciottesimo secolo in poi, anche in seguito ai progressi registrati nelle tecniche estrattive, si è rivelata un’ottima oleifera.

Il girasole è una pianta annua della famiglia delle Asteraceae a ciclo primaverile-estivo. Il fusto è eretto, vigoroso, cilindrico, internamente pieno di midollo. Nelle specie da olio la lunghezza del fusto varia dai 60 ai 220 cm e il suo diametro dai 2 ai 5 cm. A maturità tende a piegarsi al disotto della calatide (infiorescenza). I cotiledoni della plantula sono picciolati, con lembo ovale lungo circa 3 cm e largo 2 cm.


Le foglie sono alterne, grandi, trinervate, con margine dentato e pubescenti su entrambi i lati. La forma varia secondo la posizione, il numero varia da dodici a quaranta e il colore va da un verde scuro a un verde tenue. L’infiorescenza è formata da numerosi fiori collocati su ricettacolo discoidale. Il suo diametro varia secondo le varietà e va dai 10 ai 40 cm. La calatide fin dall’inizio della fioritura effettua movimenti di rotazione: la superficie discoidale forma un angolo retto con la direzione dei raggi del sole. I fiori ligulati sono di colore giallo e disposti radialmente in 1-2 file.

I fiori tubolosi sono ermafroditi e disposti in archi spiraliformi che si irradiano dal centro del disco. Il frutto è un achenio (impropriamente detto seme) compresso, largo 3,5-9 mm, lungo 7,5-17 mm, con spessore di 2,3-5 mm. Il colore varia dal bianco al nero, a volte con nervature bianche o grigie.

L’apparato radicale consiste in un fittone centrale (che può superare i 2 m di profondità) dal quale si dipartono numerose ramificazioni. La più alta concentrazione di radici laterali si trova a 10 cm dal colletto. In condizioni di siccità si sviluppa maggiormente l’apparato radicale profondo rispetto a quello superficiale.

Girasole: clima e terreno

Il girasole mostra una notevole adattabilità climatica, pur essendo termofila, e ben si adatta alla coltivazione sia in pianura sia nelle zone asciutte della collina interna. Il girasole ha uno zero di vegetazione a 5°C, in quanto al di sotto di questa temperatura non vi è germinazione né crescita, mentre la temperatura massima di vegetazione è di 32-33°C. È una specie brevidiurna, con elevate esigenze radiative, soprattutto per il fenomeno dell’eliotropismo caratteristico di questa specie.

Il girasole mostra un ampio adattamento a diverse tipologie di terreno. Limiti alla produzione sono legati a terreni particolarmente sciolti per la scarsa ritenzione e a quelli poco profondi perché ostacolano un adeguato sviluppo radicale. La pianta predilige terreni subacidi, ma si adatta bene entro un ampio intervallo di pH (da 5,5 a 8,0). La coltura è moderatamente tollerante alla salinità.

Girasole: semina nel vostro orto

La riproduzione per seme si pratica da marzo ad aprile in letto caldo, provvedendo alla messa a dimora in giugno, oppure mettendoli direttamente a dimora in aprile-maggio. Si possono raccogliere i semi dai fiori alla fine del periodo vegetativo, ma questi non sempre producono piante con caratteristiche identiche a quelle della pianta madre.
Potrete eseguire la semina in pieno campo (ovvero direttamente nell’orto o nel giardino) o in piccoli vasetti (Acquista un vaso su Amazon) e, una volta che la pianta avrà raggiunto i 15-20 cm di altezza, trapiantarla in terra. Se opterete per la prima scelta, praticate delle buche nel terreno a 15 centimetri di distanza l’una dall’altra e ponete in ciascuna buchetta 4-5 semi. Una volta cresciute le giovani piantine andranno diradate, ovvero lasciate una sola pianta per buca, naturalmente la più robusta e la più sana.


La semente è facilmente reperibile in molti negozi di agricoltura (acquista su Amazon), disponibile in piccole bustine, perfette per una coltivazione su piccole superfici.

Un’operazione importante è la rimozione delle malerbe, in quanto è sensibile alla competizione da parte delle infestanti. In un orto familiare questa operazione può essere eseguita in modo agevole tramite rimozione manuale, non appena le infestanti dovessero svilupparsi.

Il girasole è in grado di vegetare e fornire una buona produzione anche in condizioni di scarsità di acqua, in quanto è in grado di sfruttare molto bene la poca acqua del terreno. In un orto familiare è quindi consigliabile irrigare solo in presenza di lunghi periodi di siccità con terreno asciutto, in particolare nelle prime fasi di sviluppo della pianta. Acquista un tubo per irrigazione su Amazon

Video: Semina girasoli (by i consigli di nonno Vincenzo)

Girasole: semina in grandi appezzamenti

La semina si attua con seminatrici dotate di dischi “da girasole”, la dose di seme è di 4-6 kg/ha; mentre nel caso di semina su sodo la dose va aumentata del 10%. Un buon obiettivo di semina è avere circa 7 piante/mq finali.

Preparazione del terreno e altre lavorazioni

Aratura a media profondità (35 cm), oppure ripuntatura profonda. Successive erpicature oppure una fresatura completano la preparazione del letto di semina. Compatibilmente con la natura e le condizioni del terreno, si può effettuare anche una lavorazione minima.

Scelta della semente

Gli ibridi vanno scelti in base all’area di coltivazione e al potenziale di resa in acheni e in olio, inoltre sono disponibili delle cultivar ad alto tenore di acido oleico.

Epoca e densità di semina

Semina: con seminatrici di precisione dotate di appositi dischi da girasole; in marzo negli ambienti centro-meridionali, in aprile in quelli centro-settentrionali. Investimento: ottimale 5-6,5 piante/mq.

Distanze tra le file: 75 cm oppure 45 cm Distanze sulla fila: 18-20 cm, oppure 30-33 cm. Profondità di semina: 3-4 cm.

Concimazione

L’azoto viene assorbito dalla pianta precocemente e serve soprattutto a stimolare lo sviluppo fogliare e la formazione degli acheni. La dose consigliata oscilla tra 80 e 100 kg/ha.

Per il fosforo la dose media è di 80 kg/ha e per il potassio si va da zero a 150 kg/ha a seconda dei risultati dell’analisi del terreno, che è sempre bene fare almeno ogni tre anni. Fosforo e potassio vanno distribuiti al momento della preparazione del letto di semina.

Controllo delle malerbe

La scelta dei prodotti singoli o miscelati, nelle diverse epoche d’impiego, dovrà essere effettuata in relazione al tipo di infestazione da combattere o da prevenire utilizzando, per i prodotti ad azione fogliare, dosi rapportate allo stadio di sviluppo delle singole specie infestanti e alla natura del terreno. Si possono effettuare interventi in presemina con disseccanti o erbicidi ad azione sistemica, in preemergenza, preferibilmente con miscele ad ampio spettro d’azione, in postemergenza soprattutto con graminicidi specifici. Sono utili gli interventi di sarchiatura e fresatura, preferibilmente in corrispondenza della distribuzione dei concimi azotati, in modo da permetterne l’interramento.

Difesa fitosanitaria

Si possono usare i geodisinfestanti nel caso di pericolo di attacchi da Elateridi e altri fitofagi ipogei.

Raccolta

La raccolta inizia quando si verifica la caduta spontanea degli involucri fiorali portati dal frutto, il viraggio al bruno della calatide e la completa secchezza delle foglie basali e di parte di quelle mediane. Vengono utilizzate le mietitrebbiatrici da frumento opportunamente modificate. Una buona produzione di acheni si aggira intorno a 20-25 quintali a ettaro; in condizioni molto favorevoli di può arrivare a 35-40 quintali.

Sebbene i girasoli in pieno campo appaiano molto robusti e forti, in realtà sono molto sensibili ai danni meccanici, per cui è necessario prestare molta attenzione durante la raccolta e la manipolazione. La raccolta deve essere effettuata durante il periodo più fresco della giornata quando l’umidità dell’aria è molto bassa. I capolini devono essere completamente aperti e il taglio deve essere effettuato alla base in modo da avere uno stelo il più lungo possibile. I fiori privati delle foglie basali e danneggiate devono essere posti in recipienti opportunamente disinfettati.

I fiori di qualità extra sono privi di ogni tipo di malattia, danni meccanici o malformazioni. Il tipo di confezionamento dipende dalla destinazione del prodotto, in genere sono commercializzati in mazzi da 10 o 12 steli. Per la commercializzazione in mercati locali, i fiori vengono trasportati in secchi contenenti una soluzione di conservazione. Se invece la commercializzazione avviene in mercati lontani dal luogo di produzione i fiori sono confezionati in scatole di cartone al secco.

Trattamenti: i fiori in genere prima di essere posti in acqua devono essere lasciati pochi minuti in una soluzione d’ipoclorito di sodio in modo da disinfettare la parte esterna dello stelo e ridurre i problemi di occlusione batterica dei vasi di conduzione. Trattamenti con 150-200 mg L-1 di acido citrico hanno aumentato la durata postraccolta di 4-5 giorni rispetto al controllo. Ottimi risultati sono stati anche ottenuti da un pretrattamento di 1 ora con 0,01% di Triton X-100.

Conservazione: la temperatura consigliata per la conservazione dei fiori recisi di girasoli varia da 0 a 4°C, sia durante il trasporto, sia durante lo stoccaggio

GirasoleGirasole: coltivazione in vaso

Se si decide di coltivarli in vaso è bene tenere conto che, una volta travasata la piantina, crescerà molto rapidamente e necessiterà di una grande quantità di terra e di un contenitore di grandi dimensioni (acquista su Amazon).

Acquistate dei semi presso un qualsiasi vivaio e munitevi di un vaso abbastanza capiente e profondo, almeno 25-30 cm. Inserite nel vaso del terriccio universale (acquista su Amazon) ben concimato e drenato e con un apposito strumento da giardinaggio (acquista su Amazon) scavate delle piccole buche profonde circa 5 cm e ben distanziate, nelle quali collocherete 2-3 semi.

Dopo poche settimane inizieranno a spuntare le prime piantine. Quando le stesse raggiungeranno i 6-7 centimetri dovranno essere trapiantate ognuna in un vaso singolo, a pieno sole e sottoposte ad irrigazioni regolari. Man mano che cresceranno le piante dovranno essere legate ad una canna con un cordino elastico.

A fine fioritura, con l’arrivo di settembre, il fiore di girasole muore, semplicemente. Lasciando sul terreno decine e decine di semi per ogni fioritura. Essi potranno essere riutilizzati per una nuova fioritura o essere consumati in cucina avvalendosi di ricette gustose e nutrienti.

Video: Coltivazione girasoli (by claber)

Girasole: cure

Questa pianta viene spesso attaccata da funghi e muffe.

Una delle malattie più diffuse è la ruggine, che provoca l’ingiallimento delle foglie, mentre la muffa grigia, anch’essa molto frequente, si diffonde su tutte le parti della pianta e con la sua spessa patina grigiastra porta al totale avvizzimento.

Tra i parassiti del girasole, invece, quelli più pericolosi sono i cosiddetti fitofagi, i quali si nutrono di tessuti e liquidi interni della pianta.
Sia le malattie fungine che i parassiti possono essere debellati attraverso appositi trattamenti.

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