CephalocereusCephalocereus: è un cactus colonnare che nel suo habitat naturale può arrivare a un’altezza di 15 m (America centromeridionale, soprattutto Brasile), con rami che crescono obliquamente dal fusto principale. Coltivato in interno può arrivare a un’altezza di 40 cm. Ha in genere 8 coste rilevate a margine acuto, areole molto lanose con ciuffi di spine gialline o brune, a volte nascoste dalla “capigliatura”.

Caratteristici di questo genere sono, infatti, i peli bianchi o grigi che ricoprono la pianta, soprattutto nella parte terminale o cefalio. I fiori, che spuntano dal cefalio, hanno forma di tubo largo e peloso con breve corolla molto allungata; durano solo per una notte.

Sono piante grasse dalla crescita lentissima e fioriscono soltanto da adulti.

Cephalocereus: coltivazione

I cephalocereus tollerano bene sia la calura estiva sia, in inverno, temperature basse, anche inferiori a 7 gradi. Preferiscono terreni leggermente calcarei, ben drenati e fertilizzanti per cactacee (acquista su Amazon), ricchi di azoto.

Si coltiva in vasi (acquista su Amazon) da 20-30 cm, riempiti con un miscuglio sciolto formato da 2 parti di composta da vasi e 1 parte di ghiaia fine o sabbia grossolana. Si rinvasa ogni anno in marzo-aprile.

Le annaffiature devono essere piuttosto abbondanti d’estate, soprattutto se le Cephalocereus sono esposte in pieno sole, poi quasi inesistenti d’inverno.


Col passare del tempo i peli perdono la loro colorazione argentea, per cui è meglio, nella tarda primavera, tagliare la porzione apicale della pianta e rinvasarla, dopo che la superficie del taglio si è perfettamente asciugata, 4-5 giorni. Acquista un innaffiatoio su Amazon

Cephalocereus: riproduzione

Si semina in aprile, alla temperatura di 20 ° C, in un miscuglio formato da 1 parte di composta da semi e 1 parte di sabbia. Si può moltiplicare anche per talea, prelevando i germogli che solitamente si formano dopo il taglio della zona apicale della pianta, si fanno essiccare per qualche giorno e si piantano in una composta sabbiosa.

Cephalocereus: cure

Prima dell’arrivo dei mesi freddi si consiglia un trattamento antifungino ad ampio spettro (acquista su Amazon); le piante che sono state colpite da ticchiolatura o da altre patologie fungine vanno curate in maniera particolare, ricordando anche di raccogliere e distruggere tutte le foglie affette dalla malattia.

Cephalocereus senilis

E’ chiamato comunemente “testa di vecchio”, per l’effetto dato dalle setole biancastre, lunghe e sottili, che spuntano dalle areole insieme con le spine. Ha forma colonnare (ma può ramificare), spine gialle e lunghi peli bianco-grigiastri che coprono completamente il fusto.

I fiori imbutiformi nascono dalle areole del cefalio, sono notturni, solitari, lunghi circa 9 cm e diametro della corolla 8 cm, di colore rosa.

I frutti sono obovoidi, lunghi circa 3 cm, rosati, con la base secca del fiore in cima.
Si riproduce principalmente e facilmente per seme, su substrato sabbioso, a una temperatura di 20 – 25°C, meno per talea, da fare ben asciugare; viene a volte innestato su altre specie più resistenti, come Trichocereus pachanoi.

L’ambiente ideale di coltivazione all’aperto sono i terreni rocciosi o pietrosi, aridi o semiaridi, anche poveri, purché perfettamente drenanti, in pieno sole, in climi dagli inverni secchi ed estati poco piovose.

I Cephalocereus senilis adulti possono sopportare, completamente a secco, temperature di alcuni gradi sotto 0°C; le piante giovani sono particolarmente suscettibili al marciume radicale già in prossimità di 0°C, specie in presenza di umidità.

In vaso, il Cephalocereus senilis va coltivato su terricci particolarmente porosi e drenanti, che possono essere costituiti da comune terra da giardino concimata, sabbia grossolana e pietrisco calcareo frantumato in parti uguali, con lo strato superiore costituito solamente da pietrisco, per limitare il rischio di marciumi; in inverno va collocato in ambienti ben ventilati con temperature preferibilmente intorno a 10-15 °C.


Le innaffiature in estate devono essere moderate, lasciando asciugare completamente il terriccio prima di ridare acqua, sospese in inverno.

Essendo facilmente soggetta ad attacchi di acaricocciniglia cotonosa e a scudetto, la pianta va ispezionata frequentemente per poter intervenire prontamente.

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