Cipresso italianoCipresso italiano: originario del Mediterraneo orientale (Creta, Rodi, Cipro, Siria) è stato introdotto in Italia in epoca antichissima, forse già dagli Etruschi o addirittura dai Fenici, ed è attualmente diffuso in tutto l’areale del Mediterraneo dove si trova sia spontaneo che coltivato come pianta ornamentale

E’ un albero sempreverde (conifere), molto longevo, alto fino a 30 m (50 m), con tronco diritto e robusto e con chioma di forma molto variabile, o conico-piramidale allungata terminante in una punta con rami appressati eretti, spesso ramificato fin dalla base (var. pyramidalis o ‘stricta’) o espansa con rami patenti o quasi orizzontali (var. horizontalis). Nella varietà horizontalis il tronco è per buona parte libero da rami.


Corteccia grigio-bruna fibrosa di poco spessore e fessurata in senso longitudinale. I giovani ramuli sono disposti in tutte le direzioni, sottili e a sezione da circolare a quasi quadrangolare e non si vedono gemme.

Le foglie sono piccole, ridotte a squame subtriangolari (0,5-1 mm), ottuse, di verde grigiastro scuro, munite di ghiandole resinifere non essudanti sul dorso e disposte in 4 file fittamente embriciate (si dice di foglie, squame o brattee che si ricoprono l’un l’atra come le scaglie di un pesce o come gli embrici di un tetto), appressate ai rametti ricoprendoli completamente.

Fiori unisessuali, ma presenti sulla medesima pianta (pianta monoica)
Frutti: strobili subsferici (galbula), verdi quando immaturi. Maturano dopo due anni e diventano grigio-giallastri con squame legnose.

Cipresso italiano: messa a dimora

Mettete a dimora il cipresso in autunno (da ottobre a dicembre). Soltanto se vivete in aree caratterizzate da frequenti gelate invernali, rimandate questa operazione in primavera. Scegliete piante coltivate in vaso, che possiederanno radici ben sviluppate. Il cipresso non ama molto i trapianti, dunque piantatelo nel luogo definitivo.

Per un esemplare di media grandezza (2-2,5 metri di altezza) procedete in questo modo:

  • Scavate una buca profonda 60 cm e larga 80, e ponete sul fondo letame maturo in ragione di 3-5 kg per metro quadrato, e ricoprite con qualche badilata di terra.
  • Ponete a dimora la pianta e riempite la buca con altra terra di scavo, pressatela con i piedi e poi annaffiate generosamente.
  • Aggiungete altra terra fino al colletto e, attorno alla proiezione della chioma, formate con della terra un cordolo circolare che tratterrà l’acqua delle irrigazioni.
  • Subito dopo la messa a dimora, predisponete tre tiranti di corda (o materiale naturale), da legare al tronco a metà altezza e da fissare ad altrettanti picchetti conficcati nel terreno, in modo che non venga scalzato a opera del vento, tiranti che vanno lasciati sino al secondo-terzo anno dalla messa a dimora.

Cipresso italiano: coltivazione

Soffre molto il gelo e non sopporta accentuati sbalzi termici, anche se nel complesso è abbastanza resistente. Teme l’eccessiva insolazione, così come il vento e la salsedine.

Adattabile a terreni di vario genere, sia compatti che sciolti, in qualunque condizione di pH. Sui suoli sassosi e in pendenza può agire come consolidatore di versanti. Prospera su terreni profondi, torbosi o argillosi ma molto ben drenati.


E’ sufficiente concimare la pianta normalmente. Potete optare per una concimazione invernale a base di letame ben maturo (acquista su Amazon), da interrare, alla dose di 3-5 kg per metro quadrato, a una distanza di 60-70 cm dal colletto.

Le annaffiature devono essere frequenti, ricordandosi però che non ama i ristagni idrici. Acquista un tubo per irrigazione su Amazon

La potatura del cipresso va compiuta con estrema cura e attenzione (una-due volte l’anno). Si eliminano, infatti, solo i rami più lunghi con l’ausilio di una forbice a pettine o delle classici forbici da potatura manuali.
Una leggera potatura, eseguita in primavera avanzata (a maggio) e poi a fine estate (a settembre), elimina questi rami “aperti”, favorisce l’irrobustimento dei rimanenti nonché l’emissione di nuovi getti laterali che ricompatteranno la chioma. Acquista su Amazon gli attrezzi per potatura

Cipresso italiano: acquisto in vivaio

Scegliete una pianta allevata in vaso, già ben radicata e affrancata (“vecchia di vaso”), che garantirà l’attecchimento, sicurezza che la pianta “in zolla” non potrà fornirvi. Il cipresso, infatti, come la maggior parte delle specie mediterranee, non reagisce bene alla zollatura (pratica che consiste nel prelevare una pianta dal pieno campo con un’adeguata quantità di radici contenute nel pane di terra, per poi metterla a dimora in un altro luogo o in vaso).

Scegliete un esemplare dalla chioma compatta e di un bel colore verde, dove i rami si inseriscono sul fusto sin dai primi centimetri sopra il colletto (la parte più bassa del fusto sotto la quale iniziano le radici). Il tronco deve presentare una corteccia integra, senza lesioni di alcun tipo.

Cipresso italiano: riproduzione

La propagazione del cipresso avviene per seme (acquista su Amazon) alla fine dell’inverno, dopo circa tre settimane di vernalizzazione. La semente deve essere appena coperta. A 20°C la germinazione richiede circa 1 o 2 mesi. I semenzali sono sensibili ai marciumi, quindi vanno innaffiati con criterio e mantenuti in ambiente areato. In seguito appena possibile va effettuato il ripicchettamento.
L’impianto definitivo deve avvenire dopo il primo inverno, che le piantine avranno trascorso al riparo in serra fredda, nella tarda primavera o all’inizio dell’estate, secondo quando cessa il rischio di gelate tardive.

In alternativa si può procedere per propagazione vegetativa, cosa che avviene normalmente con i cloni e le varietà orticole, con talee legnose in settembre da far radicare assolutamente al riparo del gelo, oppure in aprile-maggio. L’accrescimento è abbastanza veloce in giovane età e tende a rallentare in seguito, quando l’albero ha raggiunto i 15 m circa.

Cipresso italiano: cure

Insetti:

  • Ilobio: gli adulti di Hylobius abietis L. erodono la corteccia, provocando lesioni da cui fuoriesce la resina.
  • Ilotrupe: le larve di Hylotrupes bajulus L. vivono più di due anni scavando gallerie sottocorticali, in tutto il cilindro legnoso.
  • Rodilegno bianco: le larve del lepidottero Zeuzera pyrina L. provocano seri danni scavando gallerie nei rami e nei tronchi sottili.

Funghi:

  • Cancro da Corineo: l’attacco di Coryneum cardinale Wag. provoca sulle branche e i giovani rametti, ulcerazioni da cui fuoriesce abbondante la resina e successivamente un cancro che interessa tutta la circonferenza della parte colpita, causando il disseccamento della parte superiore.
  • Ruggine: il tronco, le branche e i rametti attaccati da Gymnosporangium cupressi presentano dei rigonfiamenti affusolati.

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