Olmo campestreOlmo campestre: albero a foglie caduche, alto fino a 30 metri. Fusto diritto con corteccia rugosa di colore bruno-scuro. La chioma è ampia ed i rami molto numerosi. Le radici sono di tipo a fittone centrale ma con il passare degli anni diventano robuste anche le radici laterali. L’olmo campestre è una pianta longeva, può vivere alcune centinaia di anni. Nelle campagne è utilizzato per fare siepi, nelle città come pianta ornamentale in quanto sopporta bene sia la potatura sia l’inquinamento stradale.

Le foglie sono alterne, semplici, asimmetriche alla base, lungamente acuminate all’apice, con margine dentato; sono di colore verde scuro e ruvide nella pagina superiore mentre, in quella inferiore, sono più chiare. I fiori compaiono sui rami prima delle foglie e presentano delle antere rosso porpora. I frutti sono delle samare, anch’esse precoci rispetto alle foglie, con larghe ali funzionali alla disseminazione.

Tra le specie europee appartenenti al genere Ulmus, in tutta Italia è diffuso, oltre all’olmo campestre, anche l’olmo montano, o Ulmus glabra Hudson; un’altra specie è stata introdotta artificialmente, ma si è estesa con rapidità: l’olmo biancoUImus laevis Pallas.

A causa della “grafiosi”, malattia fungina trasmessa da insetti scolitidi, l’olmo ha avuto gravissimi problemi per la continuazione della specie. Questa malattia ha, infatti, falcidiato gli olmi in svariate regioni dell’Europa e in America. Addirittura l’olmo inglese, figura importantissima e assai diffusa nella cornice del paesaggio della Gran Bretagna, è stato pressoché sterminato da questo male letale.


Le perdite di olmi dovute alla grafiosi si avvicinano al 100% delle piante adulte; tuttavia, poiché le piantine di olmo fino a 2-3 m di altezza e 3-4 anni di età sono indenni dalla malattia, sia per la struttura anatomica, essendo i loro vasi conduttori di piccole dimensioni, sia per l’inefficienza degli scolitidi, le nostre specie di olmo in natura non sono minacciate di rapida estinzione, anche se sarebbe indispensabile individuare cloni resistenti.

Olmo campestre: coltivazione

Tollera bene i climi con forti escursioni termiche nelle stagioni invernale ed estiva. Predilige le posizioni esclusivamente soleggiate.

E’ molto tollerante verso terreni di varia natura, prediligendo tuttavia quelli profondi, fertili, e dimostrandosi in grado di sopportare un leggero compattamento.

Non richiede concimazioni particolari. Eseguite la potatura una volta l’anno e irrigate regolarmente.

Olmo campestre: riproduzione

Si può propagare per seme (la germinabilità si aggira attorno al 60-90%) o tramite i polloni radicalimargotta. Le varietà ornamentali si propagano tramite innesto o talea. La semina deve avvenire possibilmente lo stesso giorno della dispersione del seme, previa immersione in acqua per qualche ora.
Eventualmente è possibile provare a conservare i semi tramite essiccazione fino al 10% e stoccaggio in contenitori ermetici a 2-4°C. Dopo la semina va mantenuta l’umidità superficiale del terreno, e nel giro di pochi giorni si potrà osservare la germinazione.

Le talee invece vanno prelevate durante il riposo vegetativo, da polloni o rami di un anno. La messa a dimora va eseguita a non meno di 4-5 m di distanza tra gli esemplari coltivati in gruppo, per i filari la distanza deve essere di 8-10 m.

Olmo campestre: cure

Lepidotteriafidi possono attaccare e rovinare il fogliame; i funghi lignivori possono attaccare l’olmo attraverso le parti di legno morto.

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