Irisgiaggiolo o ireos (Iris germanica).

L’Iris germanica appartiene alla famiglia delle Iridacee che comprende generi molto importanti in floricoltura come Crocus, Fresie e Gladioli. Cresce spontaneo nei luoghi aridi e rocciosi, ma da secoli viene coltivato anche negli orti e nei giardini, dove si distingue per la grazia dei suoi grandi fiori dal caratteristico colore azzurro-violetto. Attualmente, i suoi colori sono molto vari e vanno dal giallo al rosso e marrone, dal bianco al nero-porpora.

Le foglie sono allungate e appuntite e assomigliano a spade verde-grigio più o meno falcate, che alla base si sormontano l’un l’altra. Il fusto fiorifero può raggiungere l’altezza di un metro. La fioritura si ha in primavera (aprile-maggio), poi la pianta entra in una fase di riposo che fa essiccare le foglie durante l’estate, mantenendo però vivi i grossi rizomi superficiali, che si allargano “con prepotenza” nel terreno circostante fino ad assumere carattere di infestanti.

Iris: clima e terreno

Il giaggiolo è una pianta robusta che si adatta con facilità a ogni tipo di terreno. Tuttavia la posizione ideale per la sua coltura prevede un terreno ben drenato, meglio se esposto al sole, senza altre piante addosso. Alcune specie preferiscono una leggera ombra. Riparatela comunque sempre da correnti d’aria, per preservare la bella fioritura.


In particolare: gli iris bulbosi originari dell’Europa come l’Iris germanica vegetano su qualunque tipo di suolo anche arido, preferendo terreni soffici, sciolti, ben drenati e fertili, esposizione in pieno sole. Le specie esotiche sensibili al gelo, richiedono luoghi ombrosi, terreno di medio impasto, fresco, vicino a bacini d’acqua, cure particolari, con un periodo di assoluto riposo vegetativo, dalla fine della fioritura fino all’autunno, per ottenere buone fioriture nella stagione successiva.

Iris: pratiche colturali

Concimazione: è sufficiente dare forza alla pianta prima e durante la fioritura aggiungendo del concime specifico (acquista su Amazon) all’acqua con la quale innaffiate. Il concime sarà diverso se per bulbo o per rizoma.

Le irrigazioni non devono essere particolarmente abbondanti, evitando ristagni che possono causare muffe radicali. Acquista un tubo per irrigazione su Amazon

Per quanto riguarda la potatura, sarà necessario soltanto rimuovere le parti danneggiate o secche (Acquista su Amazon le cesoie per potatura). Può essere necessario usare dei tutori (acquista su Amazon), per sostenere gli steli florali se sono sottomessi ai venti.

Iris: riproduzione

Tutte le Iris si moltiplicano per divisione dei rizomi o dei bulbi. La divisione si attua in agosto-settembre ogni 3-4 anni: ma anche se si lasciano indisturbati più a lungo, non si avranno danni. Si ricorre alle semina soltanto se si vuole ibridare, ma è un processo molto lungo.

I rizomi non vanno interrati troppo, altrimenti si avranno molte foglie e pochi fiori. I fiori durano dai 3 ai 6 giorni e pertanto vanno tagliati nel momento in cui stanno per schiudersi.

Le specie bulbose vanno invece piantate più a fondo, interrando il bulbo a circa dieci centimetri dal substrato. La messa a dimora dei bulbi deve avvenire durante la stagione autunnale.

La distanza fra le piante dovrà essere non meno di 30 cm. per i Barbati alti, Spuria e Lousiana e non meno di 20 cm per i Nani e Siberiani.

Video: Coltivazione Iris (by giardinaggio.it)

Iris: coltivazione in vaso

Iris bucharica

Una splendida e facile specie del sottogenere Scorpiris  originaria dei pendii sassosi dell’Asia Centrale, dove vive tra ciuffi d’erba resistente alle condizioni siccitose estive. In vaso le piante raggiungono l’altezza di 25-30 cm e possono formare insiemi molto decorativi se piantati assai fitti. I bulbi sono molto grandi e dotati di grosse radici tuberizzate. L’apparato ipogeo va piantato in autunno in un vaso profondo alla profondità doppia della sua altezza totale. E’ necessario prestare molta attenzione per non danneggiare le radici.


In vaso i bulbi possono essere distanziati poco per riempire bene il recipiente, ma dovranno essere obbligatoriamente dissotterrati alla conclusione del ciclo vegetativo. Il substrato deve essere molto permeabile, eventualmente ammendato con sabbia di fiume. L’apporto di acqua durante la primavera deve essere moderato ma frequente. Tre o quattro volte conviene concimare le piante in vegetazione con un fertilizzante complesso liquido diluito. Il vaso dovrà essere collocato in una zona in pieno sole.

Iris Katherine Hodgkin

Particolarmente adatta alla coltivazione in vaso e ciotole. E’ opportuno dissotterrare i bulbi a fine ciclo vegetativo, separare quelli grandi, capaci di rifiorire, a quelli piccoli e conservarli in un luogo fresco in trucioli o vermiculite.

Iris nani

Alti non più di 20 centimetri, sono perfetti da coltivare sul balcone, in un vaso o in una semplice cassetta da tenere persino sul davanzale. Gli iris nani nascono da piccoli bulbi che si possono piantare molto vicini nei vasi, anche in cui già ospitate piante più grandi. Sono iris di specie robuste che non temono freddo e gelo, e che fioriscono una volta all’anno a inizio primavera.

Piantarli è molto facile: basta acquistarli nei garden in busta a settembre-ottobre. Sulle confezioni, in genere prodotte in Olanda, è indicata chiaramente l’altezza delle piante adulte. Se avete a disposizione solo un vaso, usatene uno non troppo profondo e piantateli in autunno sotto 2 o 3 centimetri di terriccio, bagnando bene subito dopo. Dopo di che potete “dimenticarli” per tutto l’inverno. Potete scegliere anche un’ambientazione da giardino roccioso o roccaglia, con sassi e muschio, date le dimensioni dei piccoli bulbi.

A febbraio vedrete spuntare le prime foglie lunghe e verdissime, come fili d’erba. A questo punto bagnateli abbondantemente e questo basterà per farli fiorire a profusione tutti insieme.

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Iris: cure

Insetti

  • Mosca dei bulbi: la femmina del ditteroEumerus strigatus Fall.; depone le uova alla base delle piante bulbose e rizomatose, le larve penetrando all’interno di essi, li divorano danneggiandoli gravemente.

Nematodi

  • Anguillula del bulbo e dello stelo: la specieDitylenchus dipsaci (Kuhn) Goodey, causa alterazioni dello sviluppo con rachitismo, contorsioni dello stelo, raggrinzimenti fogliari e noduli giallastri sulla pagina fogliare, causa anche piccole macchie brunastre sulle parti ipogee con fenomeni necrotici.

Funghi

  • Marciume asciutto: l’attacco diSclerotinia gladioli provoca macchie scure sulle foglie con alterazioni più o meno gravi sulla parte ipogea.
  • Muffa verde: l’attacco di funghi del generePenicillium provoca il marciume dei bulbi e rizomi conservato in magazzino.
  • Ruggine: le foglie colpite daPuccinia iridis (DC.) Wallr., mostrano macchie giallastre che nel tempo assumono una colorazione rosso-brunastre, composte da pustole di materiale polverulento
  • Seccume delle foglie: le foglie attaccate dopo la fioritura daHeterosporium gracile (Wallr.) Sacc., mostrano macchie bruno-giallastre poi grigiastre che disseccando provocano dei fori sul lembo fogliare.

Batteri

  • Marciume molle: le foglie e i rizomi attaccati dalBacterium carotovorum Jones vengono rapidamente ridotti ad una poltiglia maleodorante.

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