Quanto vive un malato di sclerosi multipla: la sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, cioè con lesioni a carico del sistema nervoso centrale. Per molti anni è stata considerata una malattia della sostanza bianca del sistema nervoso centrale, tuttavia un numero crescente di studi ha dimostrato anche un coinvolgimento della sostanza grigia.
Nella sclerosi multipla si verificano un danno e una perdita di mielina in più aree (da cui il nome «multipla») del sistema nervoso centrale. Numerose evidenze sia cliniche che sperimentali indicano che alla base della SM vi è una reazione del sistema immunitario che scatena un attacco contro la mielina.
Quanto vive un malato di sclerosi multipla
Di sclerosi multipla non si muore, infatti, la vita media delle persone ammalate è sovrapponibile a quella della popolazione generale.
Ricerche hanno evidenziato che la prima causa di morte nei pazienti di SM è la sepsi, seguita da infezione polmonare, aspirazione polmonare e cardiopatia ischemica.
Essendo i pazienti sottoposti a tali rischi, i medici che hanno in cura questi soggetti dovrebbero gestire e trattare efficacemente le infezioni e le malattie cardiovascolari e polmonari.
Quanto vive un malato di sclerosi multipla: evoluzione malattia
L’evoluzione della SM è assai variabile. Recenti studi hanno messo in evidenza che il decorso della malattia nei primi due anni dalla diagnosi riproduce abbastanza fedelmente la sua evoluzione nel corso della vita, ma la prognosi nel singolo paziente resta spesso assai difficile perché la malattia ha spesso un decorso variabile.
La malattia inizia in genere con una fase a ricadute e remissioni (RR), con recupero totale o parziale degli episodi di malattia. Procede poi in una fase in cui le ricadute si sovrappongono a un peggioramento progressivo (fase progressiva con ricadute, PR), per arrivare a una progressione costante (fase secondariamente progressiva, SP). In una minoranza di casi l’evoluzione è lentamente progressiva dall’inizio (primariamente progressiva, PP).
Quanto vive un malato di sclerosi multipla: prognosi favorevole
Indicano una prognosi più favorevole (fattori prognostici positivi) i seguenti elementi: sesso femminile, età di esordio della malattia compresa tra i 20 e i 40 anni, esordio caratterizzato da neurite ottica o sintomi sensitivi e forma clinica RR.
Quanto vive un malato di sclerosi multipla: prognosi negativa
Sono fattori prognostici negativi, invece: sesso maschile, età di esordio della malattia inferiore a 20 anni o superiore a 40 anni, esordio caratterizzato da sintomi e segni cerebellari, piramidali, troncali, psichici, urinari, o presentazione polisintomatica e forma clinica cronica progressiva.
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