Akita: chiamato anche Akita Inu, è una razza giapponese di cani da lavoro, utilizzati sia per la guardia che per la caccia. Di razza akita era anche Hachiko, che divenne famoso in tutto il mondo per essere sempre stato devoto al padrone fino alla morte, diventando un simbolo di fedeltà nella propria nazione.
In origine, i cani giapponesi erano di taglia da piccola a media e non esistevano cani di grossa taglia. Fin dal 1603 nella regione di Akita, gli “Akita Matagi” (cani di media taglia per la caccia all’orso) venivano usati come cani da combattimento. Dal 1868 gli Akita Matagi furono incrociati con i Tosa e i Mastiff. Ne consegue che la taglia di questa razza aumentò, ma le caratteristiche associate con gli Spitz andarono perdute. Nel 1908 la lotta fra cani fu proibita, ma questa razza fu ugualmente mantenuta e migliorata come una razza giapponese di grossa taglia. Come risultato, nove eccezionali esemplari di questa razza furono designati “ Monumenti Naturali” nel 1931.
Necessitando di un cane maggiormente addestrabile per i vari utilizzi militari, l’esercito negli anni ’20 e ’30 del XX secolo importò dalla Germania circa 25.000 cani, in maggioranza Pastori Tedeschi. Le vicissitudini della Seconda guerra mondiale portarono all’abbattimento della maggior parte dei cani nipponici, akita compreso, al fine di usarne la pelle per produrre abbigliamento ed equipaggiamento militare. La razza si riprese gradualmente solo dopo il conflitto.
Vennero importati per la prima volta negli Stati Uniti nel 1937 dalla scrittrice Helen Keller e a partire dalla seconda guerra mondiale diventarono sempre più popolari.
Akita: caratteristiche
L’Akita è un cane massiccio, di grande corporatura e aspetto degno di stima e rispetto. I maschi sono alti 64–70 cm e le femmine 58-64; il loro peso si aggira intorno ai 35-40 chilogrammi. La differenza tra maschi e femmine deve essere marcata e netta. Il cranio è ampio con fronte spaziosa; tartufo scuro e cicciotto; muso a punta, con canna nasale diritta e poco lunga; verso il collo si allarga; i denti sono forti e non sporgenti.Gli occhi sono scuri, piccoli, abbastanza separati tra di loro, che riflettono la loro natura di cani attenti, ma docili. Le orecchie sono erette e leggermente inclinate in avanti; si allargano all’attaccatura con la testa; la coda arriva al garretto ed è arrotolata sul dorso in varie posizioni, che sono tutte accettate; un’eccezione è la coda dritta. Le zampe sono muscolose, forzute con ossatura forte; d’altronde venivano usati come cani da caccia e da guardia e quindi hanno sviluppato tutti i muscoli.
Il pelo è abbastanza lungo e ruvido con sottopelo appena pronunciato ma soffice; nella coda è molto folto. I colori ammessi sono 4: bianco, fulvo, tigrato e sesamo, tutti i colori devono avere l’urajiro (pelo biancastro) sui lati del muso e sulle guance, sotto le mascelle sulla gola sul petto e sul ventre nonché sul lato inferiore della coscia e nelle parti interne degli arti.
Akita: carattere
L’Akita è dignitoso, coraggioso, leale, calmo, intelligente, protettivo, adattabile, socievole, compagno affettuoso. E’ un cane particolare, un cane da scegliere con riflessione, perché docile se ben educato, ma, con un carattere forte e determinato, potrebbe prendere il sopravvento se viziato e cresciuto male.
Non è la scelta ideale per i bambini, perché è un cane dominante e possente e ha una bassa tolleranza ai maltrattamenti, ma in mani esperte, può essere un ottimo membro della famiglia. Si adatta tranquillamente sia alla campagna sia alla città; considerata la sua mole, non vive bene in appartamento e ha bisogno di un giardino, con recinzioni alte, perché riesce a superare con facilità altezze notevoli. Se lo tenete in campagna, fate attenzione al bestiame nelle vicinanze, dato il suo istinto di caccia.
E’ un cane molto bello ma impegnativo, e andrebbe tenuto solo da chi è esperto di razze grandi e dominanti. Dovete avere tempo per socializzazione e addestramento, esercizio sorvegliato e compagnia: quando si annoia, l’akita può diventare distruttivo per passare il tempo. Gradirà almeno due passeggiate al giorno, di minimo mezz’ora ma senza limite massimo.
Se sono presenti altri animali dovete fare molta attenzione: può essere aggressivo con altri cani, soprattutto se dello stesso sesso e pericoloso per i gatti e altri piccoli animali.
Non è facile da addestrare, si dovrà essere decisi e pazienti. Non va intimidito e ha bisogno di essere motivato a cooperare con un approccio fermo ma dolce, basato sulle ricompense, e vario, per mantenerne vivo l’interesse. L’addestramento deve iniziare molto presto e la prima socializzazione è essenziale, altrimenti la sua gestione si rivelerà difficile.
Akita: alimentazione
Va nutrito con un’alimentazione sana in quantità proporzionata all’età e allo stile di vita. Seguite con attenzione le indicazioni sulle confezioni di alimenti. Se desiderate preparare voi i pasti, meglio vi consultiate con il veterinario di vostra fiducia.
Nella gestione alimentare di un cucciolo si possono scegliere due diversi approcci: dieta casalinga (cioè cibo preparato da noi) oppure dieta industriale (crocchette o scatolette). Una dieta casalinga ha l’indiscutibile pregio di utilizzare alimenti che scegliamo noi, freschi e di qualità. Però ha un grandissimo limite: formulare una dieta cucinata che sia equilibrata in tutte le sue componenti è difficile. Non è una cosa che si risolve empiricamente, ma richiede un alimentarista con un apposito software in gradi di calcolare con esattezza le dosi di ogni singolo alimento. Qualunque altro tipo di approccio rischia di fornire una dieta o troppo povera o troppo ricca di una qualche componente (proteine, carboidrati, calcio, fosforo ecc.).
Un altro problema è che per cani di taglia medio-grande i costi sono maggiori. L’impiego di cibo industriale ha il vantaggio di poter fornire un alimento completo, che contiene tutti i nutrienti nelle giuste quantità e proporzione. La cosa importante è scegliere un prodotto idoneo per taglia, età e specie. Miscelare le due cose, cibo industriale e cibo di casa va bene ma ritorniamo al discorso di prima, la parte cibo casalinga va dosata in maniera esatta.
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Akita: salute
In una ricerca del 2004 nel Regno Unito, la principale causa di morte di un akita risulta essere il cancro (32%), seguito da problemi cardiaci (14%) e gastrointestinali (14%)
I disturbi ereditari includono problemi agli occhi (atrofia progressiva della retina), entropion (palpebre rivolte all’interno), displasia dell’anca, lussazione della rotula, disturbi autoimmuni e malattie della pelle.
Altri problemi possono essere: herpesvirus canino; torsione dello stomaco; pemfigo, una patologia bollosa che attacca la cute.
Tutti gli esemplari d’allevamento andrebbero sottoposti a controlli alle anche e agli occhi.
Va detto inoltre che questi cani sono abituati ai climi abbastanza freddi e poco adatti alla vita nelle grandi metropoli dove le temperature medie sono decisamente più alte dei luoghi d’origine. Questo può quindi provocare vari problemi oltre che a una riduzione della vita media dell’animale. Quindi prima di adottare un esemplare di questa razza, molte organizzazioni che si muovono a tutela degli animali invitano a evitare l’acquisto di questo cane se non gli si possono offrire le condizioni più ottimali al suo benessere.
L’Akita cambia il pelo due volte l’anno. Anche se sarebbe meglio definirla una vera e propria muta che una semplice perdita di pelo. Nel periodo della caduta del pelo occorre abbondantemente spazzolare il cane in modo molto regolare, in modo tale da ridurre la durata della muta. Nello stesso periodo sarà facile trovare nella vostra casa degli ammassi di pelo che si possono raccogliere a mano
Al di fuori del periodo di muta, il pelo dell’akita non richiede alcuna particolare cura. Il pelo degli akita si toglie facilmente da sopra gli indumenti, sbattendoli, spostandoli con le mani o con i comuni rulli adesivi, al contrario dei cani a pelo corto il cui pelo tende a insinuarsi nelle fibre.
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