Sverminare il gattoSverminare il gatto è un procedimento necessario per eliminare dall’organismo del vostro micio pericolosi parassiti. Se si tratta di un gattino, prima ancora di sottoporlo alle vaccinazioni di routine, è fondamentale liberarlo dai vermi. Nei cuccioli, le verminosi generalmente si trasmettono dalla madre al feto attraverso la placenta.

Nel gatto adulto, invece, le parassitosi sono causate dell’ingestione di feci, alimenti inquinati da feci, o attraverso la pelle in ambienti a rischio come ad esempio giardini, esposizioni feline o pensioni per animali. Anche il gatto adulto può essere sverminato per evitare che possa essere infestato dai parassiti. La profilassi va eseguita tenendo conto della zona in cui il micio risiede e del tipo di vita che conduce: se il gatto vive fuori casa parte del suo tempo o si trova in un ambiente rurale, la prevenzione è d’obbligo.


Solitamente i gatti acquistati in allevamenti seri e scrupolosi vengono sverminati prima della consegna alla nuova famiglia. Se invece avete accolto in casa un gatto giovane o adulto è bene sottoporlo immediatamente al trattamento farmacologico per la sverminazione.

Sverminare il gatto è un’operazione del tutto usuale: per il veterinario si tratta di una routine non troppo impegnativa, per il gatto di una cura non dolorosa, che consiste nell’assunzione di un farmaco. Il vostro veterinario vi fornirà tutte le indicazioni specifiche in merito al trattamento da seguire e redigerà un calendario di richiami e controlli per verificare l’eventuale ritorno degli scomodi e fastidiosi parassiti.

Sverminare il gatto da sé, senza ricorrere al veterinario, potrebbe risultare rischioso.

Sverminare il gatto: i parassiti più comuni

Sono diverse le tipologie di parassiti che possono infestare i gatti. Le più comuni sono:

  • ascaridi: possono causare diarrea, rigonfiamento addominale, ma anche anemia o deperimento generale. Si stanziano tra i villi intestinali, in particolare nel tenue, nutrendosi dei residui di cibo non completamente digerito e dei prodotti della digestione. Molto spesso si trasmettono dalla mamma ai cuccioli attraverso il latte o la placenta;
  • anchilostomi: raramente presenti nei mici (sono molto più comuni nei cani), si insediano nell’intestino tenue, infestando di solito il gatto attraverso il contatto con la pelle o in seguito a ingestione delle larve. Possono causare diarrea con perdite di sangue, spossatezza e anemia. Spesso sono così longevi da vivere per l’intera vita del gatto che li ospita;
  • tenie: presenti nell’intestino tenue e talvolta anche nel crasso, hanno un corpo segmentato e spesso si possono vedere sul pelo del gatto (soprattutto sul pelo delle zampe anteriori). A causare l’infestazione può essere l’ingestione di pulci.
    Sono costituite da una serie di segmenti, l’ultimo dei quali, quando è pieno di uova, si stacca e viene evacuato assieme alle feci. Per questo motivo spesso i vermi della tenia sono visibili a occhio nudo sotto forma di piccoli semi bianchi;
  • dirofilarie: sono molto pericolose, e si trasmettono attraverso le zanzare. Le zanzare pungono gli animali infetti e quando succhiano il sangue assorbono anche le piccole larve dei vermi. Le larve crescono nel corpo della zanzara e la prossima volta che questa pungerà un animal, inietterà anche le dirofilarie direttamente nel flusso sanguigno.

Sverminare il gatto: sintomi

I segnali sull’eventuale presenza di vermi non sono sempre evidenti, una sintomatologia importante si registra in infestazioni già avanzate. I sintomi variano da gatto a gatto e si differenziano secondo il tipo di parassita. I sintomi comprendono solitamente: diarrea, difficoltà nell’evacuazione, vomito frequente, anemia, spossatezza e deperimento.


Individuare la presenza di vermi non è quindi agevole, in presenza di tali indizi la visita dal veterinario dovrà essere quanto mai rapida. L’analisi di un campione di feci potrà confermare o meno la presenza dei vermi.

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Sverminare il gatto: cura farmacologica

Il più delle volte vengono somministrati vermifughi per via orale oppure sotto forma liquida per trattamenti topici, da acquistare in farmacia in genere dietro prescrizione medica.

I farmaci più utilizzati per sverminare il gatto sono:

  • il praziquantel e l’epsiprantel (da somministrare per bocca), di solito utilizzati per le infestazioni da tenie;
  • il pirantel pamoato, la milbemicina ossima (entrambi per uso orale) e la selamectina, che è un farmaco topico, di solito utilizzati per le contaminazioni da ascaridi e anchilostomi. La selamectina non è adatta per i cuccioli che hanno meno di 8 settimane.

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Sverminare il gatto: effetti collaterali

Seppur raramente, possono presentarsi sotto forma di vomito e diarrea. Prima della somministrazione di farmaci è sempre opportuno informarsi dal veterinario per evitare sorprese.

Sverminare il gatto: costi

Si tratta di una procedura non particolarmente costosa, i prezzi variano da veterinario a veterinario, anche in relazione al costo del farmaco prescritto, che sarà diverso secondo la tipologia di verme che si deve combattere (per questo è importante effettuare un accurato esame delle feci prima di qualsiasi somministrazione). Il costo oscilla generalmente intorno ai 20 euro.

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